Il consiglio di amministrazione di Unipol di ieri ha deliberato, a valle del lancio dell’offerta da parte di Intesa Sanpaolo su Mps, di approvare un accordo con Ca’ de Sass per l’acquisizione da quest’ultima di una banca con 635 sportelli.
L’asset, libero da vincoli distributivi su prodotti assicurativi, verrà poi proposto a Bper per un’integrazione con la banca per realizzare una nuova entità che si chiamerà Banca Monte dei Paschi.
Al servizio dell’operazione è previsto un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. L’intero controvalore dell’operazione è stato stimato in 3,5 miliardi.
Nel contempo Unipol ha blindato anche il controllo di Bper in vista della possibile conquista di Mps. La compagnia bolognese, infatti, alla vigilia, ha sottoscritto con «primari istituti bancari» due contratti derivati del tipo “total return equity swap”, aventi scadenza massima l’uno 25 mesi l’altro 35 mesi, e come sottostante il 4,99% del capitale sociale di Bper, con facoltà per Unipol di regolamento mediante consegna fisica delle azioni. La stipulazione di questi contratti derivati, spiega il gruppo assicurativo, è «funzionale a incrementare l’esposizione economica di Unipol in Bper e ad avere altresì un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper, nel caso in cui Unipol decidesse di esercitare la facoltà di acquisire, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni, le azioni Bper sottostanti ai predetti derivati».










