Roma, 16 lug. (askanews) – Si ispira al Mediterraneo il nuovo progetto di Marco Baliani, “Vennero da ogni dove – Narrar cantando umanità in cammino” in scena lunedì 20 e martedì 21 luglio alle 21 a a Martina Franca (TA), nella cornice del Chiostro di San Domenico. È una delle nuove produzioni del 52esimo Festival della Valle d’Itria che quest’anno dedica la sua edizione proprio al tema del “Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie” curato dalla direttrice artistica Silvia Colasanti.

Scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile, Baliani crea uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo. Con lui sul palco Vincenzo Capezzuto, cantante e artista di grande versatilità, affiancato da Luciano Orologi (sax, clarinetto, melodica e arrangiamenti musicali), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), in un repertorio musicale che intreccia tradizione popolare e repertorio colto del Mare Nostrum: dalle villanelle e dai madrigali del Rinascimento e del primo Barocco a componimenti giocosi e ironici della tradizione popolare, fino alle melodie del repertorio napoletano, pugliese, salentino, corso e greco, e alla canzone d’autore del Novecento. I brani raccontano storie di amore, lontananza, speranza e nostalgia, unendo le diverse sponde del Mediterraneo. “Nelle canzoni il mare è musica che si infrange, fluisce, si impenna – racconta Baliani – la voce di Vincenzo Capezzuto è una continua sorpresa, anch’essa acquatica, ancestrale e contemporanea al tempo stesso, come lo sono gli strumenti dei virtuosi musicisti che ci accompagnano”.