Stallo sul 21esimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia per la guerra in Ucraina, mentre il price cap sul petrolio russo è stato prorogato al 23 luglio.
Nulla di fatto sul ventunesimo pacchetto di sanzioni dell'Ue contro la Russia per la guerra in Ucraina, almeno per un'altra settimana. Il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue), a quanto si apprende a Bruxelles, si è riunito brevemente questo pomeriggio per concordare formalmente la proroga dell'attuale livello del tetto massimo al prezzo del petrolio russo, (attualmente a 44,10 dollari al barile, mentre il Brent, il greggio di riferimento per l'Europa, viene scambiato a 81,77 dollari) per evitare di doverlo alzare, dato che il meccanismo è congegnato in modo da mantenerlo inferiore al prezzo di mercato, ma non troppo.
Visto che il barile è rincarato per via della guerra contro l'Iran, in teoria il price cap andrebbe alzato. In questo momento, però, incrementare il prezzo al quale Mosca può vendere il suo petrolio trasportato via nave sarebbe politicamente un boomerang, perché aiuterebbe la Russia in un momento di difficoltà.
La data di presentazione della notifica di adeguamento del prezzo alla Commissione è stata quindi posticipata al 23 luglio prossimo. La notifica verrà pubblicata oggi nella Gazzetta Ufficiale. Il Consiglio Ue continuerà a lavorare sul pacchetto, con l'obiettivo di raggiungere un accordo il prima possibile, formula che viene usata a Bruxelles quando non ci sono certezze sui tempi.












