Qualche settimana fa una redattrice del Post che vive a Milano ha ricevuto una telefonata da un numero che non conosceva. L’uomo dall’altra parte era un agente immobiliare, ma non si è dichiarato subito come tale: ha iniziato facendo delle domande su casa sua e ha detto di aver avuto il suo numero da una vicina, cosa che la redattrice sa non essere vera.
Che gli agenti immobiliari telefonino, citofonino o addirittura suonino il campanello di casa delle persone nella speranza di trovare case da vendere è piuttosto comune. E sono anche diventate più varie le strategie che usano per farlo: come appunto quella di non dichiarare subito le proprie intenzioni; o di far finta di sapere già che in un certo condominio c’è qualcuno che vuole vendere, nella speranza che, se è vero, gli venga rivelato più facilmente. Succede soprattutto con gli agenti delle grandi reti in franchising come Tecnocasa, Tecnorete o Tempocasa, e soprattutto nelle città dove il mercato immobiliare è più competitivo.
È il caso di Milano, dove negli ultimi dieci anni il mercato è cambiato profondamente: i prezzi delle case sono quasi raddoppiati e gli immobili hanno iniziato a essere comprati e venduti con una rapidità che prima era insolita. Con l’aumento dei prezzi anche le agenzie immobiliari sono aumentate: per esempio dal 2018 le filiali dell’agenzia Tecnocasa sono passate da 80 a 120. E con l’aumento delle agenzie è aumentato anche il numero degli agenti immobiliari, che solitamente sono circa quattro per filiale.







