Contattata al telefono per dei bonifici in uscita sospetti, viene derubata dei risparmi di una vita. Mediobanca: «Si tratta di spoofing, nessuna violazione dei nostri sistemi»
«Mi hanno chiamato dal numero di Mediobanca Premier. Sul display compariva il nome della banca e quella persona conosceva perfino l’importo della mia ultima spesa», racconta P. V. a Open. Lo racconta una docente romana che il 16 giugno ha visto sparire dal proprio conto i risparmi di una vita dopo una telefonata che, almeno all’apparenza, sembrava arrivare dalla sua banca. L’uomo dall’altra parte del telefono l’avvisa di «strani movimenti» e di bonifici in uscita verso persone sconosciute. Per bloccarli, spiega, è necessario autorizzare alcune operazioni tramite l’app bancaria. «Io ero convinta di parlare con Mediobanca», racconta la donna. «La persona che mi ha contattata non mi ha chiesto password né credenziali. Mi ha chiesto soltanto di autorizzare le operazioni perché, secondo lui, era l’unico modo per fermare quei bonifici».
I bonifici sospetti
La prima chiamata arriva poco prima di mezzogiorno. Dall’altra parte del telefono un uomo, che si presenta come un operatore della sua banca e la informa che dal suo conto stanno partendo due grossi bonifici verso persone sconosciute e con causali che lei non riconosce. Ma è un dettaglio, più di ogni altro, a convincerla di stare davvero parlando con la sua banca: il presunto operatore conosce perfettamente i movimenti del conto. «Mi ha detto che vedeva le mie ultime spese. Io gli ho risposto che l’ultima importante era stata di circa 200 euro e lui mi ha corretto: 199 euro. Era vero. In quel momento ho pensato che fosse già dentro il mio conto e che quindi fosse davvero di Mediobanca». Il presunto operatore le spiega che l’unico modo per fermare questi due bonifici sospetti è autorizzare tramite l’app le operazioni che sarebbero poi state fermate dal reparto antifrode in un secondo momento. «Mi disse che era una procedura d’emergenza prevista dalla banca e che i soldi sarebbero rientrati nel giro di poco tempo. Non avevo motivo di dubitare, il numero era quello ufficiale di Mediobanca e lui conosceva perfettamente il mio conto».








