Una telefonata da un centralino che ha clonato l’utenza della banca, e una schermata di home banking alterata con cui sofisticati truffatori si sono inseriti in un’operazione di movimentazione di denaro effettuata da un’associazione comasca che opera nel sociale assistendo persone in grave difficoltà. Che nel giro di poche ore ha rischiato di perdere 30mila euro, recuperati grazie all’intervento della Polizia postale. La truffa, realizzata con una modalità inedita, risale ai giorni scorsi, quando l’ufficio contabilità dell’associazione ha ricevuto una telefonata il cui numero era lo stesso della filiale in cui ha il conto corrente. Il sedicente impiegato ha detto di chiamare per avere conferma che avessero in corso una transazione con la Spagna.

Quando l’impiegata ha detto che tale operazione non era stata disposta da loro, il falso impiegato le ha detto che l’operazione andava subito bloccata entrando nell’interfaccia di home banking e che l’avrebbe guidata lui. Ma in realtà l’addetta, una volta entrata nel profilo di home banking, non ha potuto rendersi conto che il tasto utilizzato per bloccare la transazione era in realtà stato sostituito dai truffatori con quello che la autorizzava. In breve tempo la donna, monitorando che tale operazione fosse andata a buon fine, si è accorta che quei soldi continuavano a mancare dal conto dell’associazione e ha chiamato la Polpost. Gli agenti hanno quindi ricostruito il percorso seguito dal bonifico, effettuato con modalità istantanea e finito su un conto di Banco Poste, dove sono immediatamente intervenuti riuscendo a bloccare il passaggio dei 30mila euro in tempo record. Soldi che in un attimo sarebbero spariti.