"Le decisioni Ue rischiano di compromettere privacy e sicurezza di milioni di europei", la risposta dell'azienda alla decisione dell'Unione europea. E aggiunge: "La misura Android minaccia la sicurezza dei dispositivi, dà ad applicazioni esterne autorizzazioni sensibili. Le decisioni di oggi rischiano di compromettere misure di salvaguardia vitali per la privacy e la sicurezza di milioni di europei. Abbiamo ripetutamente offerto soluzioni per tutelare gli utenti e soddisfare al contempo gli obiettivi del Dma, ma queste disposizioni ignorano le ampie prove di potenziali danni per gli utenti stessi". La Commissione ha replicato Arriva la risposta dalla Comissione europea che afferma che saranno previsti limiti all'uso dei dati di ricerca condivisi e che sarà lo stesso Google a poter verificare quali servizi terzi ottengano un accesso più profondo ad Android, per garantire che non vengano compromessi gli standard di sicurezza. Le decisioni odierne potrebbero anche anticipare l'approccio che Bruxelles adotterà nei confronti di altri colossi tecnologici, Apple in primis. L'azienda di Cupertino ha finora rinunciato a lanciare Siri AI in Europa, attribuendo esplicitamente questa scelta agli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act. La vicepresidente esecutiva della Commissione per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha dichiarato che le misure mirano a sostenere innovazione e pluralismo nel mercato europeo degli assistenti AI e dei motori di ricerca, nella speranza che possano emergere alternative concrete a Google Search e a Gemini.