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Android
L’Unione europea impone a Google un’apertura più profonda di Android e dei dati prodotti dal motore di ricerca. Le decisioni comunicate il 16 luglio 2026 dalla Commissione europea stabiliscono come Alphabet dovrà applicare alcuni obblighi previsti dal Digital Markets Act (DMA), la normativa entrata pienamente in vigore per i grandi operatori digitali nel marzo 2024. La novità riguarda due risorse decisive nella corsa all’intelligenza artificiale: l’accesso alle funzioni di sistema degli smartphone Android e la disponibilità dei dati che consentono di migliorare la qualità di un motore di ricerca.
Non si tratta di una multa, almeno per ora. Bruxelles ha concluso due procedure tecniche di specificazione, avviate il 27 gennaio 2026, con le quali chiarisce nel dettaglio cosa Google deve fare per rispettare gli articoli del DMA dedicati all’interoperabilità e alla condivisione dei dati. Il risultato potrebbe incidere direttamente sull’esperienza degli utenti europei: assistenti come ChatGPT, Claude o Perplexity potrebbero ottenere un’integrazione con Android molto più vicina a quella riservata a Gemini, mentre motori di ricerca concorrenti e chatbot dotati di funzioni di ricerca potrebbero accedere a informazioni finora custodite quasi esclusivamente da Google.










