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Ornella Sgroi

Il grande ballerino americano di origine lettone racconta il suo ultimo progetto cinematografico (che sarà realizzato a Catania) e una vita artistica ricchissima

Guardare negli occhi Mikhail Baryshnikov è come guardare negli occhi il mondo. Ed essere richiamati a passo di danza in una profondità immersiva che contiene tutti i palchi su cui ha volato, i luoghi che ha abitato con il suo gesto artistico, gli altri visionari con cui ha lavorato, le persone che ha incontrato. Un’esperienza che vola lontanissimo attraversando la danza, il cinema, il teatro. E che riatterra a Catania, dove il ballerino che ha incantato il mondo sta lavorando a DON Q, film d’arte coprodotto da Baryshnikov Productions, Watermill Center di New York e Teatro Stabile di Catania. Un film in cui Misha, come lo chiamano i collaboratori storici e amici fidati, racconta la nascita dell’omonimo lavoro condiviso con Bob Wilson, regista teatrale, drammaturgo e coreografo statunitense scomparso un anno fa. Uno di quei visionari con cui il grande Baryshnikov ha collaborato e a cui dedica questo progetto postumo, ripercorrendo un'esperienza che unisce teatro, danza e arti visive in un processo creativo senza confini. Di spazio e di tempo.