di
Francesco Mariucci
La Süd-Tiroler Freiheit chiede le dimissioni dell'assessore Christian Bianchi (Forza Italia). E per Jürgen Wirth Anderlan il cedimento che ha rischiato di diventare una tragedia è «una bella giornata per l'Alto Adige»
La polvere del crollo avvenuto nel Palazzo di giustizia di Bolzano non si è ancora depositata del tutto, e i soccorritori stanno ancora perlustrando i dintorni col supporto dei cani molecolari per avere la totale sicurezza che non ci siano dispersi sotto le macerie. Intanto, sui social, c'è già chi esulta per la distruzione di «un tempio fascista». Come Jürgen Wirth Anderlan, consigliere provinciale e leader della lista che porta il suo nome. Il posto pubblicato non lascia spazio a troppe interpretazioni: «Una bella giornata per l'Alto Adige» è la scritta che campeggia sopra la foto del tribunale sventrato. Ma c'è anche chi è andato direttamente sul posto, come Sven Knoll: il leader del partito separatista Süd-Tiroler Freiheit non ha perso tempo per farsi immortalare nella piazza ferita per lanciare la sua invettiva.
L'eredità del ventennio in Alto AdigeCiò che la destra tedesca contesta è il fatto che la giustizia sia amministrata all'interno di un palazzo costruito durante il regime fascista, quando cioè i diritti della minoranza di madrelingua tedesca erano stati di fatto annullati e la strada era quella dell'italianizzazione forzata dell'Alto Adige. Non è l'unico monumento ereditato dal ventennio. Anche l'arco di piazza della Vittoria è frequentemente bersaglio delle mire irredentiste. Sul banco degli imputati, stando alla ricostruzione del partito, finisce l'assessore Christian Bianchi (esponente di Forza Italia), visto che la competenza per le opere di manutenzione che interessavano il palazzo di giustizia è in capo alla Provincia: «Per la Süd-Tiroler Freiheit è chiaro che il fatiscente edificio di epoca fascista non deve essere rattoppato alla bell’e meglio con ulteriori milioni. Deve essere immediatamente demolito completamente e sostituito da un palazzo di giustizia moderno, funzionale, accessibile e sicuro, che soddisfi i requisiti odierni» attacca Sven Knoll.






