Se l’Italia non ti piace vai in Austria. In questi giorni sono stati migliaia i commenti di questo tenore, molti anche peggio. Chiaramente il gesto di Katharina Zeller di sfilarsi la fascia tricolore ha indignato milioni di italiani. E in tanti hanno reagito di pancia. Ma quel commento, «vai in Austria», riporta alle «Opzioni»: uno dei momenti più bui della storia dell’Alto Adige, una terra in cui l’Italia ha molto da farsi perdonare. Era il 1939 quando in provincia di Bolzano si svolse una sorta di «referendum» il cui ricordo è ancora inciso nella memoria dei sudtirolesi che dovettero scegliere tra l’Italia e la Germania. Restare significava italianizzarsi, ovvero rinunciare a parlare la propria lingua e cambiare il proprio nome. L’alternativa era lasciare la propria terra, un trauma per un popolo di contadini che era sempre vissuto tra queste montagne. Certo quella era l’Italia fascista e anche il tricolore era diverso, allora in mezzo c’era lo stemma dei Savoia. Ma è lì che i sudtirolesi hanno iniziato a odiare lo Stato italiano.