Giuliano Amato sta con la sindaca di Merano "allergica" al tricolore. Il Dottor Sottile, 87 anni passati per buona parte nelle istituzioni della Repubblica - giudice della Corte Costituzionale e presidente della stessa, nonché ministro e capo del governo - nella cerimonia per gli 80 anni del quotidiano Alto Adige a Bolzano si spinge a sposare la linea di Katharina Zeller in una lectio che in certi passaggi ha un che di sacerdotale, in altri addirittura papale visto il reiterato invito ai giornalisti a «costruire ponti» da bravi pontefici. I fatti. L’ex premier ricorre alla metafora biblica della Torre di Babele per affrontare il tema della convivenza delle comunità che parlano italiano e tedesco. Dio, osserva Amato, avrà detto: «Tenetevi tutti, voi uomini, la vostra identità ma provate a capirvi anche se parlate lingue diverse». Insomma, dialogo e comprensione reciproca anche nella diversità. Per ribadirlo, da pezzo da novanta del PSI, arriva a criticare Bettino Craxi che «voleva addirittura restituire la provincia all’Austria e considerava Saint Germain (i trattati postbellici per la ripartizione del dissolto Impero austro-ungarico, ndr) una ferita. Invece l’autonomia è stata la nostra salvezza». Amato ricorda quando «i sudtirolesi hanno sofferto il fascismo» e, balzando all’oggi, ammette che gli cadono le braccia sentendo che «c’è ancora chi si stupisce che a casa Sinner si parli tedesco». Poco prima il rimbrotto al campione di San Candido, sconfitto al Foro Italico da Alcaraz dopo il lungo stop per la vicenda doping, aveva provocato un malcelato brusio, ma il Dottor Sottile aveva prontamente rimediato invocando la Provvidenza e maggior fortuna al Roland Garros.