Angelini diventa definitivamente un giocatore globale nella partita delle malattie rare e della “Brain Health” chiudendo l’acquisizione da 4,1 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro) di Catalyst Pharmaceuticals, società biofarmaceutica focalizzata su farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare che viene così delistata dal Nasdaq.
Con questa operazione Angelini Pharma (che è parte del gruppo Angelini Industries fondato nel 1919 ad Ancona) “espande la sua presenza nel mercato degli Stati Uniti e rafforza la sua leadership globale nei settori della salute del cervello e delle malattie rare, consolidando la presenza negli Usa, nell'ambito di una strategia di crescita che continuerà a vedere l'Italia come centro di riferimento strategico per la produzione e la ricerca scientifica all'interno delle attività globali del gruppo”, dettaglia una nota.
Sergio Marullo di Condojanni, ceo di Angelini Pharma (ansa)
Il ceo Sergio Marullo di Condojanni parla di un “passo decisivo per diventare un player globale, sempre più guidato dalla scienza e orientato da una visione centrata sul paziente, con una crescente focalizzazione sulla salute del cervello e sulle malattie rare. L'espansione nel mercato statunitense – aggiunge il ceo - insieme al portafoglio e alle competenze di Catalyst in quest'ambito, ci consente di acquisire la scala necessaria per costruire una piattaforma terapeutica di nuova generazione, continuando al contempo a rafforzare il nostro core business in Europa, dove la nostra presenza industriale in Italia rimane un asset strategico”, assicura.










