CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Le simulazioni video e i rendering dei progetti sono spesso accattivanti e piacevoli, ma quando poi le gru erigono i fabbricati la situazione reale si palesa diversa. Secondo il gruppo di opposizione in consiglio comunale Cortina Bene Comune, è quanto sta accadendo nel centro di Cortina d'Ampezzo, in viale Marconi, nel piazzale della vecchia stazione ferroviaria. Oggi si sta definendo il reale ingombro dei nuovi edifici, costruiti dove prima c'erano spazi aperti. Il gruppo ha depositato una interrogazione al sindaco Gianluca Lorenzi, che darà risposta forse già nella prossima seduta, prima di fine luglio.

Impatto ambientale La consigliera Roberta De Zanna dichiara: «Il cantiere dell'ex stazione ferroviaria procede a pieno ritmo. Sorti gli edifici a bordo strada, si manifesta in tutto il suo impatto ambientale: là dove arrivando lungo la circonvallazione si vedeva il Pomagagnon, ora l'orizzonte è precluso dai nuovi condomini da 27 appartamenti e dall'ennesimo albergo di lusso». Preannuncia quindi la nuova situazione che si verrà a creare, per la vivibilità di quell'area: «Con questi fabbricati, via Marconi sarà soggetta a "effetto canyon": ristagno di polveri sottili e gas di scarico, a causa della difficoltà di dispersione, per la minor circolazione dell'aria. Anche il rumore del traffico subirà un'amplificazione, un effetto rimbombo».Consumo di suolo De Zanna ripercorre la vicenda travagliata di questo progetto: «Ci siamo sempre opposti a questa speculazione e perdita di suolo pubblico. Abbiamo sempre sostenuto le battaglie del comitato civico Cortina, con il ricorso al Tar e la raccolta di ben 2.600 firme per tentare di fermare il progetto, purtroppo senza riuscirci. Ora che ne vediamo gli effetti sono ancora di più i cittadini che si chiedono se questa sia stata la scelta giusta per recuperare al meglio la nostra vecchia stazione, inghiottita in un compendio urbanizzato che le fa perdere la sua tipicità. Chiedono se non ci fossero altri modi più compatibili, ambientali e paesaggistici, per creare una zona veramente al servizio del bene comune. Le due ultime amministrazioni comunali non hanno voluto ascoltare, non hanno ricercato le idee migliori per l'area, ma si sono semplicemente adattate alla proposta di Pool Engineering che, ovviamente, ha badato in primis ai propri interessi. Di questo se ne dovranno assumere la responsabilità anche per i futuri disagi. Sembra normale la mancanza di una stazione in un paese turistico? Abbiamo visto tutti il caos che questa assenza ha generato». Consapevoli che non si può tornare indietro, i firmatari della interrogazione continueranno la vigilanza sul progetto e sull'esito che le costruzioni avranno sulla viabilità. Chiedono se la percorrenza di viale Marconi, oggi ridotta a una sola corsia, tornerà a due, come prima. Interrogano sul futuro dei sottopassi pedonali e sulle corsie di immissione degli autobus nell'area di sosta.