Anche in Germania, sostenuti dalle politiche di sviluppo del Governo e dagli indirizzi UE, si moltiplicano i data center. Nella regione del Reno e del Meno se ne concentrano ad oggi ben 76 attorno al nodo internet principale DE-CIX di Francoforte. Con la domanda di potenza per l’intelligenza artificiale aumentano però anche le proteste della popolazione che non vuole le centrali necessarie per il loro rifornimento elettrico. A Maintal, una cittadina dell’Assia di circa 40mila abitanti un paio di chilometri ad est di Francoforte, ad esempio, la protesta spontanea guidata dall’ingegnere aerospaziale Thomas Schadt e dall’ex capitano navale Mark Behrend, è giunta al blocco temporaneo del progetto della statunitense Edgeconnex, che aveva già acquisito un’area industriale dismessa. Per l’alimentazione prevedeva la costruzione di una nuova centrale a gas che per i contestatori comporterebbe emissioni pari al 72% di quelle dell’aeroporto di Francoforte su una superficie di appena lo 0,5%. La sindaca indipendente Monika Böttcher spera in un rilancio del progetto, senz’altro migliore per le casse comunali di un’area abbandonata, ed ha annunciato con sollievo che Edgeconnex sta valutando altre opzioni di approvvigionamento energetico.
Germania, boom di data center tra investimenti e proteste locali
Da Maintal a Birstein, i cittadini tedeschi si oppongono ai data center big tech: centrali a gas, consumi e impatto ambientale.






