Altro filone milanese per l'ex ministro del Turismo. Tra gli indagati anche l'ex compagno Mazzaro
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L'ex ministra Daniela Santanché (foto) è accusata di bancarotta fraudolenta in concorso per i crac della Ki Group Holding, Bioera e Ki Group srl. Le contestazioni sono arrivate ieri pomeriggio in una fase ancora preliminare dal punto di vista giudiziario, cioè nell'avviso di conclusione delle indagini, che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio. Nell'atto la senatrice di Fdi compare indagata insieme a una decina di persone, tra cui l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, che ebbe ruoli di vertice nelle società in questione fino al 2022. Tra gli altri, una decina di consiglieri del cda, e i sindaci che non avrebbero esercitato i poteri di controllo e vigilanza. I pubblici ministeri ritengono che Santanché abbia responsabilità nei crac, perché ricopriva cariche apicali: nel caso della Ki Group Holding, è stata presidente del Cda infine consigliere. Nel caso di Bioera, era presidente del Cda, e in quello di Ki Group Srl è stata amministratrice unica dalla costituzione della società nei mesi tra gennaio e aprile 2019, poi presidente del cda e infine consigliere. Come valorizzato dai suoi difensori, gli avvocati Nicolò Pelanda, Salvatore Sanzio e Salvatore Pino, una parte delle condotte oggetto di contestazione risulta "riferita a un periodo successivo alla cessazione degli incarichi societari". Nel capitolo sul fallimento della Ki Group Holding, i pm contestano alcune condotte ritenute illecite. L'avere fatto figurare nei bilanci una "falsa plusvalenza" dovuta al conferimento del ramo di azienda alla Ki Group srl.











