Un'altra tegola per l'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè. La procura di Milano ha infatti chiuso una nuova indagine nei confronti della parlamentare di Fratelli d'Italia, del figlio Lorenzo e dell'ex compagno e padre del giovane; Giovanni Canio Mazzaro, della sorella, Fiorella Garnero, e altre 12 persone e una società per varie ipotesi di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Al centro ci sono i fallimenti, per distrazione, di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.

E poi il capitolo, rimasto finora inedito, di 3 milioni e 300 mila euro, ottenuti nel 2021, inducendo in errore Invitalia e sfruttando le misure di sostegno alle imprese durante il Covid. L'avviso di conclusione delle indagini coordinate dal pm Luigi Luzi e Guido Schininà e delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, è stato notificato oggi e prelude a una richiesta di processo che si aggiunge ai procedimenti per cui la senatrice è imputata, ossia la vicenda Visibilia e la presunta truffa ai danni dell'Inps che è in fase di udienza preliminare.

Nelle 23 pagine dell'atto molte sono le contestazioni. Come quelle che riguarda Ki Group Holding, società quotata su Euronext Growth Milan: mentre era in "dissesto" si sarebbero ripartiti "utili non effettivamente conseguiti mediante la distribuzione" di dividendi, come gli oltre 4,1 milioni di euro del 2015 a fronte di un risultato netto consolidato" per la società che era in negativo per oltre 900mila euro. Inoltre si evidenziano false plusvalenze, anche per quasi 12 milioni di euro, e due finanziamenti bancari denominati "Progettoimprese tv 2018" per un totale di 2,4 milioni di euro nel 2020, uno dei quali destinato, per l'accusa, "a finalità estranee al programma di investimento".