La Consob, l’autorità garante della Borsa in Italia, ha approvato il documento relativo all’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) presentata da Poste Italiane per acquistare Tim, una delle più importanti aziende di telecomunicazioni italiane che si trova in crisi da tempo. È un’offerta da 10,8 miliardi di euro per ottenere il controllo completo di Tim, di cui Poste è già primo azionista detenendo il 27 per cento delle azioni. Le norme finanziarie prevedono che un’offerta di acquisto possa cominciare solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte della Consob, la quale valuta il documento di offerta controllando che sia conforme alle regole.

L’OPAS è uno dei modi in cui è possibile comprare un’azienda quotata in borsa: Poste chiede agli azionisti di Tim le loro azioni, offrendo in cambio per ognuna denaro (1,67 euro) e azioni di Poste (0,218 azioni). Questi due valori sono diversi rispetto a quelli presenti nell’annuncio dell’offerta perché tengono conto della modifica del numero di azioni fatta da Tim il 15 giugno: il valore totale dell’offerta resta comunque invariato.

Grazie all’approvazione ricevuta, Poste può avviare ufficialmente la sua offerta, che inizierà il 20 luglio e terminerà l’11 settembre: in questo periodo gli azionisti di Tim potranno scegliere se aderire all’offerta. L’obiettivo di Poste, il cui principale azionista è lo Stato italiano, è rilanciare le attività di Tim e integrarle progressivamente nelle proprie. Poste da anni ormai non si occupa più solo di spedizioni: offre servizi finanziari, forniture di gas ed elettricità, e anche servizi di telefonia con un proprio operatore, PosteMobile, che si appoggia proprio alla rete Tim.