Milano – Dopo l’ok di Bankitalia era l’ultimo passaggio procedurale previsto e si è concretizzato il 16 luglio con il via libera della Consob. Partirà così lunedì l’offerta pubblica di scambio e di acquisto di Poste Italiane su Tim, annunciata a marzo, che si chiuderà poi l’11 settembre. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha concordato con Borsa Italiana 40 giorni di negoziazione, con regolamento previsto peril18 settembre, salvo eventuali proroghe, e poi l’addio al listino. Anche se il vero obiettivo è la creazione della più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese.
Il cda del gruppo telefonico deve ancora dare il suo parere. Tim riunirà il 17 luglio i consiglieri per un’informativa e il giorno successivo il cda per la valutazione della fairness opinion. Cioè il giudizio di ragionevolezza, sotto il profilo finanziario, elaborato con il supporto di Evercore, Goldman Sachs, Bonelli Erede e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.
Poste Italiane, nella documentazione sull’operazione, ha fissato una soglia che prevede una partecipazione superiore al 66,67% del capitale. L’obiettivo dell’offerta è il delisting di Tim, come annunciato da Poste nel marzo scorso, al lancio dell’operazione che si dovrebbe chiudere entro fine anno. Tim rimarrà una società autonoma all’interno di Poste Italiane, come dichiarato da Del Fante alla comunità finanziaria, con l’obiettivo di sfruttare tutte le potenzialità di un brand storico. Più precisamente, diventerà una rete che offre servizi di pagamento, logistica, telecomunicazioni ed energia.










