<p>A quasi otto anni dal tragico 14 agosto 2018 – giorno in cui, alle 11:36, il crollo del <strong>ponte Morandi di Genova </strong>tolse la vita a 43 persone – la giustizia italiana si appresta a chiudere uno dei capitoli processuali più imponenti e significativi della sua storia recente. </p> <p>Oggi giovedì 16 luglio 2026 è attesa la prima sentenza di un dibattimento iniziato il 7 luglio 2022 e durato ben <strong>284 udienze</strong>, che coinvolge 57 imputati. </p> <h2><strong>Le tesi dell'accusa: profitti a scapito della sicurezza</strong></h2> <p>Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri <strong>Walter Cotugno e Marco Airoldi</strong>, il disastro è da imputare direttamente ai vertici e ai tecnici che si sono succeduti nel tempo all'interno di Autostrade per l'Italia (Aspi), di Spea (la società del gruppo addetta ai controlli e alle manutenzioni), del ministero dei Trasporti e del Provveditorato. </p> <p>L'ipotesi della Procura è che per anni si sia scelto deliberatamente di <strong>risparmiare sulle opere di manutenzione</strong> e sulla sicurezza della rete stradale al solo scopo di <strong>massimizzare i dividendi</strong> da distribuire agli azionisti. </p> <h2><strong>I reati contestati e le richieste di condanna</strong></h2> <p>I reati contestati a vario titolo spaziano dall'<strong>omicidio colposo plurimo</strong> e stradale al crollo doloso, fino all'attentato alla sicurezza dei trasporti, falso, omissione d'atti d'ufficio e mancata adozione di dispositivi di sicurezza sul lavoro. </p> <p>Per queste accuse, lo Stato ha richiesto pene complessive che sfiorano i <strong>400 anni di reclusione</strong> (a fronte di una sola richiesta di assoluzione).
Ponte Morandi di Genova, in arrivo la prima sentenza dopo 284 udienze | MilanoFinanza News
La Procura ha richiesto pene complessive che sfiorano i 400 anni di reclusione. La più alta (18 anni e sei mesi) è per l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci










