Sanità lucana, primato farlocco per le liste d’attesa: Pubblicato il monitoraggio indipendente dell’Osservatorio Salutequità. La radiografia che misura il diritto alla salute svela che solo l’11% degli italiani riceve cure tempestive. In Basilicata i distretti si salvano solo sulla carta.
La Basilicata conquista il primato italiano nel rispetto delle liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, ma il successo nasconde un artificio gestionale. Se formalmente la regione è la sola adempiente insieme a Marche e Veneto, i dati reali dimostrano che il risultato è falsato: l’ottantacinque per cento delle prenotazioni viene registrato sotto la classe programmata. Questo è il verdetto emerso dall’analisi dettagliata realizzata dall’Osservatorio di Salutequità, presentata ufficialmente ieri dal presidente Tonino Aceti. Lo studio ha elaborato i dati della Piattaforma Nazionale delle liste d’attesa gestita da Agenas.
Una radiografia impietosa che, se da una parte incorona le strutture lucane sul piano puramente statistico del rispetto formale dei tempi ministeriali, dall’altra fa scattare l’allarme sulla reale e immediata accessibilità ai servizi sanitari di prossimità. A livello nazionale la situazione è drammatica: appena l’11,64% dei cittadini italiani riesce a ottenere una prestazione sanitaria entro i limiti massimi temporali stabiliti dalla legge. In questo deserto dei diritti, la Basilicata sembrerebbe un’isola felice.













