di

Maria Teresa Meli

La deputata del PD: «Sulla riforma devono fermarsi»

ROMA - Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera: voi del centrosinistra chiedete le dimissioni della premier, ma pensate davvero che Giorgia Meloni lasci?«L’ossessione di Meloni è rimanere attaccata al potere. Devo dire che tutto quello a cui abbiamo assistito in queste settimane fa pensare che non lascerà. Questa legge elettorale ne è la prova. Il fatto che non si dimetta, però, non è un punto di forza ma di debolezza. È la sua incapacità di vedere che la maggioranza non c’è più, tanto più dopo il voto di Fratelli d’Italia sull’emendamento dei vannacciani e il voto contrario di Lega e Forza Italia. E questa crisi politica della maggioranza si traduce in una paralisi del governo rispetto alle vere priorità del Paese».Secondo lei perché quella decisione di votare l’emendamento dei vannacciani? «Mi pare che Meloni ragioni sempre e solo con una logica, quella della sfida continua. Martedì ha sfidato le opposizioni, ieri ha sfidato la sua maggioranza. In entrambi i casi è andata a sbattere proprio perché quella che lei arrogantemente ha definito una palude, cioè il Parlamento, ha ancora una dignità e lo ha dimostrato in queste giornate. Ha accusato le opposizioni di non metterci la faccia ma la prima a non presentarsi in Aula è stata lei e hanno perso per un voto».Quel voto di FdI ai vannacciani apre problemi? È incapace di vedere che la sua maggio-ranza non c’è più, tanto più dopo il voto di FdI sull’emendamento dei vannacciani con il no di Lega e FI «Quel voto dimostra che Meloni è disposta a sacrificare la sua alleanza di governo pur di inseguire Vannacci e che il suo governo è ancora più “nero” di quanto fosse prima».