HomePisaCronacaScieri, seconda battaglia. Causa civile per il danno: "Tragedia prevedibile"Legali della famiglia al lavoro dopo il pronunciamento della Cassazione. Intanto il Ministero della difesa ha pagato le provvisionali ai familiari di Lele. La notte della recluta e il peso di una verità che ha richiesto oltre vent’anni.Gli avvocati della famiglia Scieri e il fratello di Lele, Francesco Scieri (. Del PuntaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPer oltre vent’anni hanno inseguito una sola cosa: la verità. Ora, dopo la condanna definitiva dei responsabili dell’uccisione di Emanuele "Lele" Scieri, la famiglia del giovane paracadutista siracusano si prepara ad affrontare un nuovo capitolo della sua lunga battaglia, quello davanti al giudice civile. L’obiettivo è ottenere il risarcimento dei danni per quanto accadde nella caserma Gamerra di Pisa nella notte tra il 13 e il 14 agosto 1999. Un’azione civile nei confronti dei condannati per l’omicidio e del Ministero della difesa quale obbligato in solido. Per gli avvocati della famiglia, Alessandra Furnari e Ivan Albo, gli elementi sono inequivocabili. "Il delitto si consumò in caserma, i responsabili erano dipendenti dello Stato, ma soprattutto quel che accadde era qualcosa di prevedibile – spiega l’avvocato Alessandra Furnari –. Si sapeva che là dentro accadeva di tutto, c’erano state denunce anche quindici giorni prima, ma misure idonee di contrasto al fenomeno non furono messe in atto".
Scieri, seconda battaglia. Causa civile per il danno: "Tragedia prevedibile"
Legali della famiglia al lavoro dopo il pronunciamento della Cassazione. Intanto il Ministero della difesa ha pagato le provvisionali ai familiari di Lele. La notte della recluta e il peso di una verità che ha richiesto oltre vent’anni.








