Dopo tre anni di indagini, una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e rigettata dalla gip Lorenza Pasquinelli, il fascicolo in merito all’incidente aereo in cui perse la vita Dan Petrescu, uno degli uomini più ricchi della Romania, con un patrimonio stimato in 3 miliardi di euro, passa da essere al carico di ignoti ad avere un indagato. Si tratta del legale rappresentante della Pilatus Aircraft Ltd, azienda aeronautica svizzera che ha prodotto il veivolo precipitato a San Donato milanese. L’ipotesi è di disastro aviatorio colposo e omicidio colposo plurimo. L’iscrizione nel registro degli indagati del rappresentante va comunque interpretato come un "atto di garanzia" e necessario per permettere alla società di prendere parte all’incidente probatorio ora richiesto dai pm Mauro Clerici e Paolo Filippini atto a disporre una perizia da affidare "ad esperti in materia di ingegneria e sicurezza aeronautica" per verificare se un "lieve spostamento del rudder trim" abbia potuto "determinare con ragionevole certezza" quanto avvenuto. La famiglia del magnate tramite i loro legali si sè battuta per portare avanti l’ipotesi del "guasto tecnico". Le indagini dei magistrati milanesi avevano invece proteso per "l’errore umano". La pista di un malfunzionamento dell’assetto di volo era già stata presa in esame dai consulenti della Procura e dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha ritenuto possa essere l’unico profilo sintomatico di un eventuale, ma finora, non dimostrato, guasto del sistema di assetto di volo. La data dell’incidente probatorio è ancora da fissare, ma potrebbe essere una tassello decisivo per definire la direzione delle indagini. Insieme al magnate, che era alla guida del veivolo privato, sono morti anche gli altri otto passeggeri del volo, tra cui un bimbo di 3 anni.