Primo mese a 1 €
L’imprenditore romeno Dan Petrescu quel pomeriggio guidava il velivolo. Dopo oltre tre anni di indagini si era giunti alla conclusione di un errore umano. I legali, invece, sostengono che si sia trattato di un guasto del sistema.
MILANOL’inchiesta relativa all’incidente aereo, a San Donato, in cui perse la vita il magnate romeno Dan Petrescu, (nella foto) insieme ad altre otto persone, non è chiusa. Anzi la gip Lorenza Pasquinelli ha disposto un supplemento di indagine che riguarda il funzionamento del "rudder trim", cioè un sistema che consente di bloccare il "flap" di coda di un aereo. Il proseguimento delle indagini serviranno a chiarire ancora le cause dell’incidente del 3 ottobre 2021, quando un velivolo privato, un Pilatus Pc-12, è precipitato a San Donato milanese e le otto persone a bordo, tra cui un bimbo di un anno e lo stesso pilota, il magnate romeno Dan Petrescu, sono morte. La giudice, che ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Paolo Filippini e ha dato un termine di sei mesi per le verifiche, ha ritenuto che - sintetizzando il provvedimento notificato alle parti - l’unico profilo meritevole di approfondimento riguarda "un lieve spostamento del rudder trim a destra rispetto alla posizione di 0 gradi".Elemento accertato dopo l’incidente ed inizialmente ritenuto di rilevanza non decisiva - per l’Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) è stata una variazione minimale - e che ora la gip ritiene essere l’unico profilo potenzialmente sintomatico di un eventuale, ma finora non dimostrato, guasto tecnico. Se l’esito del supplemento di inchiesta, rimasta sempre a carico di ignoti, non sarà dirimente tra le due tesi, ossia quella del pm che ritiene si sia trattato di un errore umano e quella dei legali del magnate, gli avvocati Pasquale Pantano, Daniela Consorti e Luca Della Casa, che sostengono si sia trattato di un guasto del sistema di assetto di volo, la gip sarà costretta ad imboccare la strada dell’archiviazione."Siamo molto soddisfatti del provvedimento della giudice - hanno dichiarato i tre avvocati - che ha condiviso le indagini da noi disposte" e affidate a più esperti. "Ci auguriamo - hanno concluso - che la Procura dia seguito alle indicazioni della gip, affinché si ricostruiscano le cause dell’incidente e si individuino le responsabilità". Ai comandi dell’aereo l’imprenditore romeno Dan Petrescu, uno degli uomini più ricchi della Romania con un patrimonio stimato in 3 miliardi di euro. Con lui a bordo dell’aereo c’era anche la sua famiglia: la moglie Regina Dorotea Balzat Petrescu di 65 anni con cittadinanza francese e il figlio di 30 anni, Dan Stefan, nato a Monaco di Baviera. Le altre vittime erano amici di famiglia: l’italiano Filippo Nascimbene, di 32 anni e originario del Pavese, la moglie Claire Alexandrescou, cittadina francese, e il figlio di appena due anni Raphael. Infine la nonna del piccolo, Miruna Anca Wanda Lozinschi, e un amico del figlio dell’imprenditore, il canadese Julien Brossard. Tutta la comitiva era partita da Milano con direzione Olbia: in Sardegna li attendeva la madre dell’imprenditore. Anna Giorgi







