HomeAnconaCronacaCrematorio a Bolignano, giunta decisa: "Ma qui non ne sapevamo nulla"I contatti con i residenti già avviati, la presidente del Ctp 9: "Faremo subito una riunione del consiglio urgente"A sinistra, il rendering dell’impianto di cremazione che doveva essere realizzato a Tavernelle. Qui sopra, il sindaco di Ancona, Daniele SilvettiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn fulmine a ciel sereno. La notizia dell’avvio della progettazione del 14esimo cimitero di Ancona, ma soprattutto dell’impianto di cremazione a Bolignano, tra Candia e l’Aspio, ha colto di sorpresa molti. Compreso il direttivo del Ctp 9, quello delle frazioni (l’altro, il n. 8, è competente per le frazioni del Parco del Conero, da Varano a Massignano): "Non ne sapevamo nulla, lo apprendo da lei – dice la presidente del Ctp 9 (Consiglio territoriale di partecipazione), Elisabetta Guidi – Indirò subito una riunione del consiglio urgente per affrontare la tematica". Incredibile ma vero: l’amministrazione comunale, in particolare i funzionari del servizio Lavori Pubblici, competente sul tema, ha preso da tempo contatti con parte della popolazione residente attorno all’area dell’ex discarica di Bolignano, ma nessuno ne sapeva nulla. Per non finire nelle sabbie mobili della protesta, come accaduto in occasione della scelta originale del sito, ossia il cimitero di Tavernelle, la giunta a questo punto va dritta all’obiettivo. Tempo un anno, al massimo un anno e mezzo, e il sito funerario sarà pronto, almeno questo nelle intenzioni di Palazzo del Popolo che non può perdere altro tempo. Infatti, è ancora pendente l’accordo tra il Comune e le due ditte che si occuperanno della realizzazione del crematorio, la Ciroldi di Modena e la Ubaldi di Ascoli, con i contratti già firmati e che tutte le parti in causa hanno intenzione di onorare. Non è escluso, tuttavia, che il vento delle proteste da parte della cittadinanza non arrivi anche nelle frazioni di Candia e dell’Aspio, anche se a essere maggiormente interessata dal presunto impatto dell’impianto industriale sarebbe appunto la Baraccola. Al di là delle ville e dei casolari nella zona di Bolignano (nel raggio di 500 metri dall’epicentro delle emissioni sono decine le residenze private), l’area maggiormente antropizzata è la zona industriale che si trova ai piedi della collina di Bolignano. I fumi espulsi dall’impianto, al netto delle moderne tecnologie di filtraggio, andrebbero a interessare soprattutto i siti industriali e poche centinaia di metri in linea d’aria.