SANTA CROCEI malviventi che domenica tra le 23,30 e mezzanotte hanno tentato di fare irruzione, dopo aver tagliato la rete di recinzione in tre punti, dai quali ognuno è entrato nel giardino della villetta, hanno divelto la recinzione anche della proprietà confinante. Che si tratti degli stessi delinquenti è quasi certo. E spunta anche un particolare inquietante. Sulla recinzione della seconda villetta presa di mira, i ladri hanno anche segnato con una croce di colore rosso il muro di recinzione. Sembra quasi un "segno convenzionale" per indicare le villette da svaligiare. Anche i proprietari della seconda abitazione hanno sporto denuncia ai carabinieri. La zona, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri, è quella del cimitero di Santa Croce, un’area periferica della cittadina conciaria, ma comunque non isolata. Le due abitazioni si affacciano sulla strada. Resta da capire se il taglio della seconda recinzione sia stato praticato la stessa notte di domenica o nei due giorni successivi. I proprietari se ne sono accorti nella giornata di martedì.La villetta presa di mira dai malviventi – messi in fuga dai cani dopo essere riusciti a entrare nei locali al pianterreno adibiti a magazzini e garage – ha telecamere di videosorveglianza posizionate in più angoli. Così i ladri sono stati ripresi. Uno che si aggirava proprio sotto una delle telecamere, altri due mentre stavano cercando di aprire una porta. Porta che sono riusciti a forzare, ma una volta dentro, mentre cercavano di entrare da una seconda entrata, sono stati messi in fuga dai due cani da guardia che hanno iniziato ad abbaiare. I proprietari erano al piano superiore, si sono affacciati e hanno visto i tre che stavano scappando. La presenza delle persone in casa ha trasformato l’azione dei malviventi da tentato furto e tentata rapina.
Tentata rapina nella casa in periferia. Recinzione tagliata anche ai vicini
E sul muro di cinta della seconda villetta spunta una croce di colore rosso. Potrebbe essere un "segno convenzionale" dei ladri per indicare dove rubare.






