Quando sono arrivati all’aeroporto di Malpensa erano felici di essere al sicuro in un paese che gli avrebbe garantito di poter continuare a studiare. Ad aspettare i dieci ragazzi e ragazze c’era una delegazione dell’università Statale di Milano di cui faceva parte il professore Antonio Violante, che da mesi segue la vicenda degli studenti palestinesi vincitori di borse di studio in Italia.

“Eravamo molto contenti di essere riusciti a portarli in Italia, il ministero si è mosso proprio in extremis. È importante riconoscere il lavoro fatto dai funzionari che si sono impegnati per permettere quell’arrivo”. Ma, aggiunge Violante, quella soluzione non ha chiuso la questione. “Alcuni vincitori di borse di studio per l’anno accademico 2025/2026 sono ancora bloccati a Gaza”.

Attraverso sette trasferimenti organizzati dal ministero degli esteri con visti universitari sono arrivati in Italia circa 230 studenti, mentre altri e altre restano in attesa di poter partire. Hanno superato una selezione, vincendo delle borse di studio garantite da atenei o sponsor privati che coprirebbero le spese di studio e permanenza. Ma continuano a rimanere in un limbo amministrativo che nelle ultime settimane è diventato paradossale: è infatti chiesto loro di mostrare una certificazione della conoscenza della lingua italiana.