HomeRavennaCronacaSpaccio di droga nella clinica psichiatricaAnfetamine, speed ed ecstasy nella struttura sanitaria di Brisighella, tre indagati tra cui un ospite che era in libertà vigilataSecondo l’accusa nella residenza circolavano sostanze stupefacentiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna residenza psichiatrica trasformata, secondo l’accusa, in un luogo dove circolavano anche sostanze stupefacenti. È questo l’aspetto più inquietante dell’inchiesta approdata davanti al giudice dell’udienza preliminare e sfociata in una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tre persone. Un procedimento che ruota attorno a un presunto giro di spaccio di amfetamina, speed, ecstasy e cannabinoidi che avrebbe coinvolto alcuni ospiti della struttura sanitaria di Brisighella. L’udienza preliminare è stata aggiornata a settembre. Gli indagati sono un 22enne, assistito dall’avvocato Gian Luigi Manaresi, una 40enne e un 50enne, entrambi difesi dall’avvocata Giorgia Montanari.

Al centro della ricostruzione degli investigatori c’è il 22enne, che si trovava nella residenza psichiatrica in esecuzione di una misura di sicurezza in libertà vigilata legata a una precedente vicenda di maltrattamenti in famiglia. Secondo la Procura, sarebbe stato lui il tramite attraverso il quale la droga arrivava all’interno della struttura. L’accusa sostiene infatti che il giovane si rifornisse dalla 40enne e che poi cedesse amfetamina ad almeno un altro ospite della comunità. Le indagini sono partite dopo una serie di episodi che avevano destato preoccupazione tra il personale sanitario. Il giovane era risultato positivo ai test tossicologici, aveva già avuto bisogno in passato di cure ospedaliere dopo l’assunzione di sostanze e, in un’occasione, si era impossessato delle chiavi dell’armadio dei farmaci, restituendole solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Un’infermiera riferì inoltre agli agenti di minacce rivolte al personale e di un atteggiamento intimidatorio.