VENEZIA Il presidente Pietrangelo Buttafuoco si è smaterializzato impartendo un saluto benedicente. Il sindaco Simone Venturini si è emozionato per il proprio debutto: «Un onore essere qui». La consigliera Tamara Gregoretti si è eclissata attraverso una porta secondaria. Il governatore Alberto Stefani si è compiaciuto della rapida seduta: «Poco più di quaranta minuti». Ieri mattina erano le 10 e qualcosa, quando il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia ha attraversato l’androne di Ca’ Giustinian per entrare nell’ex sala degli Specchi, all’Ombra del Leone. Al bancone più acqua che caffè: la giornata era già abbastanza torrida e da Bruxelles stavano per arrivare nuove dichiarazioni bollenti. «La sovvenzione deve essere revocata», avrebbe infatti ribadito di lì a poco Thomas Regnier, portavoce della Commissione Ue, rispondendo a una domanda dei cronisti sul taglio dei 2 milioni. Ma ormai dalla laguna era già partita la controffensiva, poiché la Fondazione ha fatto capire di essere pronta a portare fin davanti ai giudici comunitari la sua difesa: «Nessuna violazione delle sanzioni europee inflitte alla Russia dopo l'aggressione all’Ucraina».
TRATTATO Come ricordato da Regnier, la Commissione «ha raccomandato» all'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura di ritirare il contributo, ritenendo che la riapertura del padiglione russo «non sia in linea con l'accordo di sovvenzione» e che vi sia stata «una violazione» della stessa intesa. «Ora – ha sottolineato il portavoce – la decisione è in sospeso presso l'Agenzia esecutiva, ma la nostra posizione è chiara. Fin dall'inizio abbiamo condannato fermamente la decisione della Biennale. Questa era la nostra posizione iniziale e non è cambiata. La cultura in Europa dovrebbe salvaguardare i valori democratici. Questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi». Dunque Ca’ Giustinian attende ancora la notifica del provvedimento definitivo, ma la strada del ricorso viene già ritenuta percorribile. A citare la questione durante l’informativa iniziale del presidente Buttafuoco è stata Debora Rossi, direttrice degli Affari legali e istituzionali, presente alla riunione insieme al direttore generale Andrea Del Mercato.La via per Lussemburgo è praticamente segnata. L’intesa di sovvenzione prevede difatti che, «qualora una controversia riguardi l'interpretazione, l'applicazione o la validità dell'accordo», così come «sanzioni amministrative, compensazione o una decisione esecutiva», in base al Trattato sul funzionamento dell'Ue, «le parti devono adire il Tribunale dell'Unione europea o, in appello, la Corte di giustizia dell'Unione europea». Per i fondi liquidati da un’agenzia esecutiva, com’è appunto l’Eacea, «le azioni legali contro le decisioni compensative ed esecutive devono essere promosse nei confronti della Commissione europea (non nei confronti dell'autorità erogatrice)».RASSICURAZIONI Al termine del Cda, il governatore Stefani ha dichiarato di confidare in un ripensamento da parte di Bruxelles: «Sul punto ho visto che si è esposto il ministero della Cultura, per bocca del sottosegretario Lucia Borgonzoni. La mia posizione non cambia: credo che in un momento come questo, in cui basta guardarsi attorno per capire il contesto internazionale in cui viviamo, ci debbano essere ben altre preoccupazioni rispetto a quella che è oggetto di contestazione in questo momento. Comunque abbiamo avuto ampie rassicurazioni sul fatto che, visto anche il netto aumento dei biglietti venduti per la Biennale Arte, il bilancio della Biennale è assolutamente in positivo, pur ipotizzando l’eventuale taglio del finanziamento». Il rendiconto 2025 registra un valore della produzione operativa pari a 58.022.957 euro, in calo di 15,3 milioni rispetto al 2024 per il decremento dei ricavi propri. Questo è dovuto al fatto che l’Architettura fattura abitualmente molto meno dell’Arte e com’è noto le due mostre avvengono ad anni alterni. Non a caso confrontando il dato con quello dell’esercizio omogeneo 2023, risulta un incremento di 765.865 euro. Dall’informativa del presidente Buttafuoco, è emerso che la quota dell’acconto ricevuto per i progetti Venice Production Bridge e Biennale College Cinema è stata prudenzialmente iscritta al fondo rischi futuri, trattandosi di una questione contrattuale che può comportare la sospensione se non addirittura l’interruzione dell’accordo. A certificarlo è pure la relazione dei revisori dei conti Pasqualino Castaldi e Ines Gandini, segnalando «un accantonamento per un potenziale rischio di sospensione dell'erogazione di rate di contributi europei, effettuato in via prudenziale, alla luce della comunicazione della Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (Eacea) - nell'ambito dei poteri delegati dalla Commissione Eu a seguito dell'annuncio della partecipazione della Federazione Russa».






