<p>Le parole del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui si è ormai esaurito il ruolo dell'azionista pubblico nelle banche, sono da interpretare come la volontà di non condizionare le dinamiche del settore bancario ora che lo Stato ha fatto la sua parte.
Lo ha dichiarato l'amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, a margine dell'assemblea Abi. «Penso che sia proprio per non condizionare» (il risiko bancario, ndr), ha detto a chi gli chiedeva un commento sulle parole del ministro dell'Economia. «Il governo ha fatto la sua parte, ha avuto un ruolo importantissimo nel risanamento e nel boom che ha avuto Monte Paschi, e ora considera esaurito il suo ruolo.
Penso che sia un passaggio simbolico da un intervento pubblico a uno di mercato».
Proprio oggi il consiglio di amministrazione di Mps si riunirà per valutare l'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo, ma anche la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm, con il ministero dell'Economia azionista della banca senese al 4,86%.</p><p>Sul tema aggregazioni, a margine dell'assemblea, è intervenuta anche l'amministratore delegato di Bnl e responsabile del gruppo Bnp Paribas in Italia, Elena Goitini. «Il risiko bancario non deve essere fine a se stesso ma deve puntare a un obiettivo di competitività e di rafforzamento dell'economia del Paese» ha osservato, aggiungendo che «le banche sono cresciute molto ma la dimensione in sè non è importante se non è messa al servizio della crescita reale e delle famiglie», ha detto citando l'invito del governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta a mettere il valore di questa crescita proprio al servizio di famiglie e imprese.










