«Abbiamo difeso strenuamente il nostro modello, unico, fatto di specializzazione, integrazione e prossimità». Il ceo Giuseppe Castagna per prima cosa si è rivolto ai colleghi, dopo la sua «battagliata» durata otto mesi per difendere Banco Bpm dalle mire di Unicredit che martedì sera ha deciso di rinunciare all’offerta su Piazza Meda. Quello di cui parla Castagna è un modello che va «dalle fabbriche prodotto alla rete, da Aletti ad Akros, dalla monetica al risparmio gestito, quello che abbiamo costruito negli anni». L’istituto è tornato ad avere le mani libere. «A differenza di chi ha presentato un’offerta priva persino di un piano industriale, senza sinergie chiare e senza nessun premio per gli azionisti, noi abbiamo scelto di continuare a investire in ciò che ci rende forti: la relazione con il cliente, la capacità di fare credito, a famiglie e Pmi. E i numeri parlano chiaro: in cinque anni abbiamo generato un rendimento totale per gli azionisti superiore al 1000%, tra i primi in Europa, e senza mai ricorrere ad aumenti di capitale».
Castagna (Banco Bpm): difeso un modello unico, ma adesso restiamo sotto i riflettori
L’ad di Piazza Meda: «Chiunque abbia progetti di aggregazione ci guarda». L’offerta di Unicredit non avrebbe mai potuto avere successo, dice la banca









