Roma, 20 giu. (askanews) – Sul risiko bancario e l’offerta per banco Bpm “abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto, ma se non riusciremo a risolvere, come probabile, ci ritireremo. Il nostro ricorso al Tar è un fatto di tutela giuridica, per il nostro Cda e la nostra società”. Lo afferma l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel in un’intervista a La Repubblica.
In questo modo a Bpm, su cui UniCredit ha lanciato una offerta pubblica di scambio (Ops) “resterà Credit agricole come azionista di riferimento col 20% o forse di più. Il Banco Bpm dovrà dimostrare le promesse che ha fatto remunerare i suoi azionisti come sarebbero stati remunerati nel caso in cui sarebbe stato ci sarebbe stata l’operazione”.
Secondo il manager è giusto dire no quando si distrugge valore per portare a casa un’operazione. Come su Mps “sì perché in quel momento potevamo da una parte creare molto più valore loro da soli, e dall’altra non vi erano condizioni per un ritorno adeguato”. Da allora, riconosce tuttavia Orcel, il valore di Mps è raddoppiato (+100%), ma quello di Unicredit – rileva – “si è moltiplicato per cinque”.
“Unicredit continuerà a eseguire con disciplina la propria strategia e a sovraperformare il settore. Non si basa su fusioni e acquisizioni, bensì su un piano di continua trasformazione che porteremo a termine”, prosegue.














