MILANO – Il Banco Bpm non ci sta e attacca duramente il provvedimento con cui la Consob ha sospeso l'offerta di Unicredit. Di buona mattina, la banca guidata da Giuseppe Castagna mette nero su bianco la netta posizione che aveva anticipato nella serata di mercoledì, confermando la qualificazione di “abnorme” verso l’iniziativa dell’Autorità dei mercati e definendola “in contrasto con la prassi dell'Autorità medesima". Aggiungendo che "non tiene in alcun conto degli interessi della Banca, del mercato e degli azionisti" di Piazza Meda, il Banco Bpm "conseguentemente” conferma che “adotterà ogni opportuna iniziativa presso le sedi competenti": riferimento al possibile ricorso al Tar.
Se il giudizio era noto, nella comunicazione mattutina il Banco Bpm dettaglia le motivazioni di questa reazione. Riavvolgendo il nastro, la banca spiega di avere appreso nella serata di mercoledì che la Consob, ai sensi dell’articolo 102 del Tuf, ha sospeso per 30 giorni l’offerta pubblica di scambio che Unicredit ha lanciato sul Banco Bpm stesso.
“Da quanto si apprende – si legge nella nota di Piazza Meda – dalla delibera Consob la sospensione sarebbe da ricollegarsi alle ‘iniziative intraprese da UniCredit nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito alle prescrizioni imposte col Decreto [Golden Power], tra l’altro, mediante l’Istanza di Autotutela e la richiesta di verifica dell’impossibilità di adempiere alle prescrizioni del Decreto [Golden Power] rivolta all’Amministrazione competente per il monitoraggio, nonché alla conseguente incertezza, allo stato, in ordine agli esiti di tali iniziative”.












