Roma, 16 luglio 2026 – ​​​​​​Non mancano i veleni nel day after del centrodestra ma, alla fine, non sono quelli a preoccupare. La premier Giorgia Meloni, che ieri ha avuto contatti con gli altri leader del centrodestra – ma nessun vertice di chiarimento è, al momento, in agenda –, tira dritto e respinge il fantasma di una crisi. Martedì ha resistito alla tentazione di una reazione immediata e di pancia alla bocciatura da parte dell’aula di Montecitorio dell’emendamento a firma Fratelli d’Italia che reintroduceva le preferenze nella legge elettorale. I veleni, come anche la rabbia che, sul momento, ha nutrito di nuovo l’idea di un voto anticipato in autunno, passano, la dialettica politica, anche tra alleati, può essere aspra ma raramente, nel centrodestra, tale da compromettere l’alleanza. Di fatti ieri, con la caccia al franco tiratore ancora in corso – realisticamente una trentina ma c’è chi dice di più, addirittura cinquanta, e chi, tabellone di Montecitorio alla mano, pesa anche le assenze, soprattutto quelle non giustificate – dalle parti di Fratelli d’Italia si ribadiva che la linea resta quella di andare avanti, proseguendo l’esame della legge elettorale per la quale oggi è previsto il voto finale e guardando all’orizzonte del Senato per riprendere il discorso sulle preferenze.