I sorrisi e le battute durante la cerimonia dei Maestri della cucina. E i post per rivendicare l'ultimo ddl sicurezza e rilanciare «l'impegno» a «riportare lo Stato dalla parte delle persone perbene». O per promettere che «continueremo a promuovere l’agroalimentare italiano». Nel suo day after, Giorgia Meloni, almeno nella sua parte pubblica, vuole mandare un messaggio: «andiamo avanti» perché la sconfitta sulle preferenze «è solo un incidente parlamentare». Ma le riflessioni a Palazzo Chigi procedono, esaminando cause e responsabilità della spaccatura alla Camera, e tutti i possibili scenari. Le decisioni, lascia intendere la premier, si prendono a mente fredda. E si aspetta di vedere come andrà nelle prossime ore la conclusione delle votazioni sulla legge elettorale.
Così non sono al momento in programma vertici di maggioranza, seppure ci siano stati contatti tra i leader. Non è mancato qualche travaglio nella definizione della linea. «Intendiamo andare avanti», esplicita di primo mattino il ministro Luca Ciriani. Meloni si confronta soprattutto con i suoi fedelissimi, prima e durante una giornata in cui si materializza il primo voto comune tra FdI e vannacciani sull'emendamento proposto da Futuro nazionale sulle preferenze.












