Gli scenari futuri del Parco Verde di Caivano: 750 alloggi, sospesi ancora oggi tra emergenze e crack strutturali, che costano circa un milione di euro all’anno alle casse del Comune, e una riqualificazione edilizia, che per i costi, sarebbe possibile solo con una joint venture pubblico-privato, capace di trasformare questo moloch del degrado in un modello di rigenerazione urbana, oltre che sociale. È stato questo il tema dell’unico punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di Caivano, che ha visto la presenza del prefetto di Napoli Michele Di Bari e quella del commissario straordinario Fabio Ciciliano, rappresentanti dello Stato che per le rispettive prerogative e ruoli hanno contribuito in maniera decisiva alla rinascita di Caivano.

All’esame del consiglio la delibera per l’affidamento dei lavori di riqualificazione ad un soggetto privato, l’unico a ad aver mostrato interesse per i lavori, per un importo che sfiora 120 milioni di euro. Passaggio questo che ha destato non poche preoccupazioni tra gli assegnatari degli alloggi del Parco Verde, che temono un deciso aumento del fitto di locazione. Ma il commissario Ciciliano ha annunciato il progetto di trasformazione del Parco Verde da Edilizia Sociale Temporanea (quella del post terremoto del 1980) a Edilizia Residenziale Sociale: un passaggio che permetterà di inserire gli alloggi del Parco Verde nel patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica, con gestione e regole certe e una programmazione della manutenzione a lunga scadenza - anche modificando i canoni secondo la normativa regionale - che tutali le famiglie. Nel suo intervento il sindaco Antonio Angelino, oltre a ricordare la tempestività degli interventi per problemi strutturali che affliggono le strutture abitative, ha detto: «Tutti i cittadini di Caivano hanno diritto ad un’abitazione che possa dirsi tale. Abbiamo speso mezzo milione di euro solo per tamponare le criticità, ma non possiamo fare altro». Dai banchi dell’opposizione Giovanni Vitale, del M5S, ha criticato la scelta della ristrutturazione pubblico-privato, rilanciando la proposta del modello Scampia, con l’abbattimento e la ricostruzione di alloggi nuovi. Nel suo intervento conclusivo il prefetto Michele Di Bari ha ribadito: «La riqualificazione del Parco Verde rappresenta una priorità del Governo, tant’è che il sottosegretario Alfredo Mantovano ci riunisce ogni quindici giorni. Non siamo qui per alimentare contrapposizioni, ma per costruire una soluzione condivisa. Si tratta di un progetto enorme, soprattutto dal punto di vista economico, che nessun ente locale potrebbe sostenere da solo». «Ho visto un Consiglio comunale - ha aggiunto il prefetto - consapevole della responsabilità che ha davanti e mi auguro che questa delibera rappresenti l’inizio di un percorso concreto nell’interesse dei cittadini. Oggi la città di Caivano è dotata di una macchina comunale di prim’ordine, capace di affrontare tematiche complesse come questa. Ma c’è bisogno della massima trasparenza, della massima comunicazione ad ogni consigliere, in modo tale da operare scelte consapevoli. E di portare a termine questo e gli altri progetti in tempi rapidi, perché si possono convocare con urgenza i consigli comunali e decidere. È una priorità per questa città, Caivano ne ha bisogno».