«Da luogo di morte e violenza a un posto sicuro e bellissimo dove sboccia la vita dei bambini, che possono finalmente giocare, conoscersi e socializzare». Parole che pesano quelle di don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde, che ieri pomeriggio dopo il taglio del nastro insieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano, ha benedetto Villa Andersen, un’area verde di circa ottomila metri quadrati, incuneati tra i palazzoni del blocco C, e che di fatto è stata riconsegnata ai veri proprietari, vale a dire i bambini di questo difficile quartiere.

Per oltre trenta anni, Villa Andersen è stata utilizzata dai clan del Parco Verde, come zona franca, per nascondere droga e armi, e dove si tenevano i summit di camorra per decidere omicidi ed estorsioni. Un posto dove hanno trovato la morte per overdose decine di giovani. Da ieri pomeriggio, invece, tutte le famiglie che abitano nel blocco C con affaccio sulla nuova Villa Andersen possono controllare i propri figli, dando uno sguardo dalle finestre. E dopo sei mesi di intensi lavori, eseguiti dai militari del decimo Reparto Infrastrutture dell'Esercito, ieri pomeriggio c’è stato il taglio del nastro alla presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano, accompagnato dal prefetto di Napoli Michele di Bari, dal commissario straordinario Fabio Ciciliano, (la cui struttura del Commissario straordinario per i territori ad alta vulnerabilità, ha coordinato i lavori su Villa Andersen) , dal presidente della Regione, Roberto Fico, dal procuratore capo di Napoli Nord, Domenico Airoma e dal sindaco Antonio Angelino. Presenti tutti i vertici delle forze dell’ordine. L’opera Dopo il taglio del nastro don Maurizio Patriciello ha benedetto la struttura: la sua chiesa confina con Villa Andersen. La riqualificazione dell’area ha consentito il recupero delle aree verdi, la piantumazione di nuovi alberi, il ripristino delle strutture esistenti e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione pubblica. All'interno del parco sono stati realizzati un campo polivalente, percorsi pedonali, aree gioco per bambini, una fontana e un piccolo anfiteatro destinato ad attività educative, culturali e ricreative.Dopo don Maurizio ha preso la parola il presidente Fico: «Sono molto contento di vedere un parco restituito alla comunità così bello. Ringrazio il sottosegretario di Mantovano per tutto l'impegno profuso che va riconosciuto e davvero ringrazio Fabio Ciciliano, il prefetto di Napoli e il sindaco con il quale stiamo lavorando bene per le altre problematiche del Parco Verde, tra le quali la questione dei porticati». «Oggi è una giornata importantissima – ha detto il sindaco Antonio Angelino - soprattutto perché parla ai ragazzi e ai bambini di questa città ai quali è stato consegnato un posto dedicato a loro, per esprimere potenzialità e talenti. Questo – ha concluso il primo cittadino - è un luogo che si innesta in una comunità che sta vedendo piano piano chiudere le piazze di spaccio grazie alle forze dell'ordine e riaprire spazi di socialità e spazi pubblici per i bambini. È un messaggio potente che oggi parte da Caivano, perché il Parco Verde è Caivano».Il segnale Infine Mantovano: «Le conclusioni credo che le trarranno i bambini dietro di noi (quelli del coro dell’Antoniano di Caivano) tra qualche istante. E soprattutto le trarrete tutti voi in questo parco che ritorna alla sua destinazione originaria. Dopo quel disperato grido di dolore di don Maurizio, c’è stato il grande lavoro di polizia e carabinieri e quello dell'autorità giudiziaria. Ma abbiamo pensato positivo per realizzare delle alternative concrete alle piazze di spaccio. Partendo dal centro “Pino Daniele”, favorendo l’arrivo delle università, sistemando con assunzioni la macchina comunale e la polizia locale, e accorciando i tempi di percorrenza tra Caivano e Napoli, che duravano oltre un’ora mezza. Fatti, che sono sotto gli occhi di tutti, a dispetto dei criticoni a prescindere e che invito a venire qui».Ciciliano ha sottolineato la bontà del lavoro svolto in tempi rapidi dall’Esercito, e ha confermato che tra poco tempo verranno formalizzati i contratti per la riqualificazione degli appartamenti che verranno effettuati a blocchi. «Quando è arrivato il governo a Caivano - dice la signora Carmela che abita con vista su villa Andersen - sembrava davvero una favola, per non dire chiacchiere al vento a cui siamo abituati da anni. E invece qui è accaduto un miracolo. Forse perché noi abbiamo don Maurizio?». Ma il miracolo deve continuare, Villa Andersen deve vivere.