Redazione

18 maggio 2026 11:20

Scivoli, altalene, un campo da bocce e uno per giocare a tennis e calcio, un limoneto e diverse fontanelle per l’acqua. Da oggi in via Pio La Torre, a Villagrazia di Carini, c’è un nuovo spazio di aggregazione dedicato a Claudio Domino. Il parco era stato precedentemente inaugurato nel 2017, poi chiuso nel 2021. La nuova villetta ha una pavimentazione in pietra naturale ed è stata realizzata dalla Ikos srl, la ditta che si è aggiudicata i lavori per circa 470 mila euro. L’intervento, realizzato con i fondi del Pnrr destinati ai Comuni che investono in progetti di riqualificazione, ha permesso la realizzazione anche di un nuovo impianto d'illuminazione, di un sistema di videosorveglianza e dei bagni pubblici. Lo spazio sarà gestito dalla Play trip sport Aps che si è aggiudicata l’avviso pubblico. Presenti all’inaugurazione anche padre Angelo Inzerillo per la benedizione e i genitori di Claudio Domino, bambino assassinato dalla mafia il 7 ottobre 1986. “Mio figlio Claudio aveva 11 anni e non aveva un parco giochi. Giocava al pallone in mezzo alla strada, quella strada maledetta che - afferma Antonio Domino - lo ha portato alla morte. Oggi i bambini di Carini grazie all’amministrazione guidata dal sindaco Monteleone - con le loro mamme e i loro genitori hanno un posto dove andare a giocare e non rischiano di poter ricevere un colpo di pistola in testa perché qui sono al sicuro. Inoltre leggendo il nome Domino su quella targa qualcuno si chiederà chi è questo Claudio Domino? E scoprirà che - conclude - era un bambino come voi che non ha avuto la fortuna di avere né un oratorio né altri spazi dove vivere liberamente la sua vita”. “Mi sento molto partecipe a questo avvenimento - dichiara il sindaco Giovì Monteleone - l’inaugurazione di un luogo di incontro dove i papà e i nonni che accompagnano figli e nipoti a giocare potranno giocare a loro volta. Dopo il Roccazzello e la nuova piazza, sono felice di aver restituito un altro luogo di incontro alla cittadinanza. La democrazia passa anche da questo: non bisogna rinchiudersi nelle proprie case ma uscire, vivere il comune, parlarsi e relazionarci”.