di

Paolo Foschini

Sul carcere bisogna «costringere le istituzioni a rispettare la legge»: altrimenti rischiamo di replicare «l’atteggiamento del suddito» che implora la «benevolenza del sovrano» anziché comportarci da «cittadini che il rispetto della legge lo pretendono». Così Gherardo Colombo dopo la visita di «Alleanza per l'articolo 27» in 36 carceri di 29 città italiane

Sul carcere non bastano gli appelli, bisogna «costringere le istituzioni a rispettare la legge»: altrimenti rischiamo di replicare all’infinito «l’atteggiamento del suddito» che implora la «benevolenza del sovrano», anziché comportarci da «cittadini che il rispetto della legge lo pretendono». Così Gherardo Colombo, che ormai da molti anni il carcere lo frequenta come volontario. E la sua riflessione arriva a rafforzare le tante testimonianze raccolte al termine dell’iniziativa promossa da «Alleanza per l’articolo 27» che nella giornata del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, ha portato in 36 carceri italiane oltre 350 esponenti della società civile per «vedere» con i propri occhi – e raccontare all’esterno – come stanno le quasi 65 mila persone detenute nel nostro Paese: attualmente 18 mila in più rispetto ai posti disponibili, con 116 morti dall’inizio dell’anno di cui 33 per suicidio.