Qualche giorno fa, nell’esplicito intento di dimostrare la dannosità delle teorie sulla remigrazione, il Corriere della Sera ha pubblicato un robusto articolo in cui si sosteneva che in Veneto mancheranno presto 190.000 lavoratori e che per questo servono «migranti e over 65». Il dato proveniva da un report stilato da Veneto Lavoro, agenzia regionale che si occupa proprio di monitorare la situazione occupazionale veneta. A dirigere l’ente è Tiziano Barone, esperto che – sentito della Verità – racconta una storia un po’ diversa da quella squadernata sul Corriere della Sera.
Dottor Barone, abbiamo letto che al Veneto serviranno 189.000 lavoratori e dunque più migranti. È così?
«No, direi che non è così. Abbiamo fatto un report finalizzato a chiarire gli elementi di sostenibilità del mercato del lavoro fra cinque anni».
E che cosa è emerso?
«L’elemento demografico, in particolare collegato all’uscita della generazione dei boomer, sarà importante per il mercato del lavoro in Regione. In questo documento – a partire da ipotesi di mantenimento della situazione economica attuale oppure di crescita della domanda occupazionale – abbiamo identificato una via di mezzo, con un fabbisogno complessivo di circa 190.000 persone».







