Per mesi Meta ha spinto i propri dipendenti a usare sempre più strumenti di intelligenza artificiale.

A maggio, secondo una nuova causa presentata al tribunale federale della California, la quantità di IA utilizzata da ciascun lavoratore sarebbe diventata anche uno dei criteri impiegati dal colosso di Menlo Park per stabilire chi doveva perdere il posto.

La denuncia porta la firma di 26 dipendenti, indicati con nomi anonimi per proteggere informazioni mediche e familiari. Fanno parte delle circa 8.000 persone, il 10 per cento della forza lavoro globale di Meta, coinvolte nella ristrutturazione annunciata a maggio scorso.

I lavoratori chiedono al giudice di sospendere i licenziamenti mentre le loro accuse vengono esaminate attraverso arbitrati individuali. Sostengono che Meta abbia usato sistemi basati sull’IA per classificare il personale, producendo – stando a quanto riportta anche il Wall Street Journal – un risultato discriminatorio soprattutto nei confronti di persone con disabilità e dipendenti che avevano usufruito di congedi medici, parentali o familiari protetti dalla legge.

La causa si trova ancora nella fase iniziale. Le accuse non sono state provate in tribunale e Meta le considera prive di fondamento.