Il colosso di Zuckerberg viene accusato di aver sfruttato un software per selezionare chi soffre di disabilità o di malattie che hanno richiesto lunghi periodi lontano dal lavoro. I loro nomi sono stati poi inseriti negli elenchi dei licenziamenti di massa
Una nuova accusa a Meta, che arriva direttamente dai suoi uffici. Un gruppo di dipendenti ed ex dipendenti - 26 persone in totale - hanno depositato una causa nella corte federale di Oakland, in California. Sostengono che la società abbia sfruttato un software di intelligenza artificiale per valutare la produttività dei lavoratori: un dato usato poi per decidere chi, tra i quasi 80mila dipendenti, licenziare. In totale, è stato annunciato ad aprile, si doveva smaltire lo staff di ottomila posizioni. Il problema è come sono state selezionate queste posizioni: secondo l'accusa Meta avrebbe preso di mira chi soffre di una disabilità, chi ha preso periodi di malattia e chi è o è stata in maternità.
Si legge nel documento che «Meta non ha stilato l’elenco dei licenziamenti sulla base di una valutazione ponderata da parte dei dirigenti che conoscevano il lavoro», ma avrebbe utilizzato «una costellazione di sistemi interni di intelligenza artificiale», tra cui modelli per monitorare le attività e per valutare le performance. «Il risultato è stato che i dipendenti che avevano usufruito di permessi protetti sono stati selezionati in modo sproporzionato per il licenziamento, sulla base di un sistema di punteggio che non solo non teneva conto di tali permessi, ma che di fatto penalizzava i dipendenti per aver esercitato i propri diritti legali a usufruirne». L'obiettivo dei querelanti è bloccare i licenziamenti o perlmeno ottenere un risarcimento per coloro che sono stati allontanati per i motivi sbagliati. Tra loro c'è una scienziata a cui è stata notificata la mail di cessato rapporto due giorni prima che partorisse e un ingegnere che ha dovuto mettere in pausa il lavoro per un problema di salute. Meta nega le accuse: «Queste affermazioni sono prive di fondamento e non si basano sui fatti. Le decisioni relative alla gestione del personale e all’organizzazione sono state e vengono prese da persone, non dall’intelligenza artificiale».












