Una condotta di guida «gravemente imprudente e del tutto sconsiderata» ha causato l’incidente che l’8 marzo 2024 costò la vita alla 19enne Sharon Bonillo. Lo ha scritto il giudice Pompeo Carriere nella sentenza con la quale ha condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione la 35enne tarantina che guidava l’auto che si schiantò contro un palo durante una manovra di sorpasso al rione Tramontone.
Nelle 35 pagine di motivazioni depositate contestualmente al verdetto, il magistrato ha spiegato le ragioni di una pena così severa, ben più alta dei 2 anni e 2 mesi richiesta dalla Procura: il giudice Carriere ha evidenziato «la violazione di numerose norme del Codice della Strada» e «una grave violazione dei limiti di velocità» che hanno determinato lo schianto e la morte di una ragazza giovanissima. Decisiva è stata la perizia che ha ricostruito la dinamica chiarendo innanzitutto che l’auto viaggiava a una velocità superiore al doppio di quella consentita: il mezzo infatti era lanciato a quasi 107 km orari in un tratto che prevede un limite a 50 km. Non solo. La 35enne alla guida, dopo aver già superato e sorpassato altre autovetture, ha compiuto l’ennesima manovra di sorpasso, ma «stavolta in un punto assai critico, proprio perché la strada ridiventava a carreggiata unica con due corsie di marcia opposte» e a quel punto ha cercato di rientrare ma ha «stretto troppo la traiettoria» urtando con la parte posteriore destra della propria auto contro la parte anteriore sinistra del veicolo che aveva appena sorpassato: così, a causa della velocità elevata, ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada e sbattendo contro il palo della pubblica illuminazione.







