Privacy
Un’immagine trasparente grande appena un pixel può trasformare una normale email in uno strumento capace di comunicare al mittente quando il messaggio viene visualizzato, quante volte viene riaperto e da quale rete o dispositivo proviene la richiesta. Il meccanismo esiste da decenni ed è diventato una funzione standard delle piattaforme di email marketing, ma il suo impiego ha portato a una valutazione giuridica piuttosto accurata. Con il provvedimento n. 284 del 17 aprile 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha definito regole specifiche per l’uso dei tracking pixel nelle email, imponendo maggiore trasparenza, consenso nei casi di tracciamento individuale e strumenti di revoca realmente granulari.
Le Linee guida sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2026 e concedono 6 mesi per l’adeguamento. Il termine scade quindi il 29 ottobre 2026.
D’altra parte, si è fatto un gran clamore sui cosiddetti cookie banner e da qualche tempo si sta ripensando alla loro effettiva utilità. Anche perché i cookie, come ripetutamente sottolineato, sono soltanto la punta dell’iceberg, quella visibile, quando il browser web rileva invece molti più dati.
Tanta attenzione, insomma, ai siti web “tradizionali” quando in realtà il client di posta è un’app che di fatto integra – essa stessa – un browser web.












