Ci sono diverse storie che si intrecciano nello scioglimento per camorra di Castellammare di Stabia, il secondo in appena quattro anni, deciso dal consiglio dei ministri del 14 luglio. C’è una guerra intestina nel Pd che aveva espresso un sindaco di area dem. C’è la rottura di una amicizia cinquantennale tra due big del giornalismo nazionale, Luigi Vicinanza e Sandro Ruotolo. C’è la polemica sul malfunzionamento di una legge – quella sullo scioglimento – che i governi usano con discrezionalità, forse troppa. I fatti dimostrano che serve a poco, se le giunte continuano a cadere in questo modo, e nonostante i cambi di registro.
C’è un ex sindaco da ieri, Vicinanza, ex direttore dell’Espresso ed ex uomo macchina del vecchio impero editoriale di Carlo De Benedetti, che spara a palle incatenate contro Elly Schlein e Sandro Ruotolo “che mi hanno lasciato solo, in balìa di continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd, un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica”. Premessa: Ruotolo fu inviato a Castellammare di Stabia a fare da garante per la legalità come capolista alle amministrative del 2024 – in contemporanea con le elezioni europee in cui è stato eletto – e che è stato il primo a dimettersi da consigliere comunale, a chiedere l’invio della commissione d’accesso, a invocare che il Pd staccasse la spina alla giunta.












