Dopo oltre due anni di dominio assoluto delle Big Tech americane, gli investitori iniziano a guardare con crescente interesse anche all'Europa. Se Nvidia, Microsoft e Alphabet hanno beneficiato direttamente del boom dell'intelligenza artificiale, nel Vecchio Continente si sta affermando una nuova generazione di aziende che potrebbero cavalcare la stessa rivoluzione, pur operando in settori diversi dai semiconduttori. Il tema è sempre più presente nelle strategie delle principali banche d'affari. Goldman Sachs, JPMorgan, Bank of America e Ubs ritengono che la prossima fase del rally dell'AI interesserà soprattutto le società che forniscono le infrastrutture fisiche necessarie alla digitalizzazione: energia, componentistica industriale, automazione, software specializzato e apparecchiature elettriche. Le preferenze degli analisti Tra i nomi più citati dagli analisti figura la francese Schneider Electric, considerata una delle principali beneficiarie dell'esplosione dei data center grazie alle soluzioni per la gestione dell'energia e dell'efficienza elettrica. Morgan Stanley la considera uno dei campioni europei dell'elettrificazione destinati a crescere insieme alla domanda di capacità di calcolo. Grande attenzione anche per la tedesca Siemens, che attraverso il software industriale e l'automazione sta integrando sempre più l'intelligenza artificiale nelle fabbriche digitali. Per JPMorgan il gruppo rappresenta uno dei migliori modi per investire indirettamente nell'AI industriale. Nella stessa direzione si muove ABB, leader svizzero nella robotica e nell'automazione, destinata a beneficiare della crescente richiesta di impianti intelligenti e processi produttivi automatizzati. Tra le protagoniste compare anche ASM International, società olandese specializzata nelle apparecchiature per la produzione dei semiconduttori. Pur non producendo chip come Nvidia, fornisce tecnologie indispensabili ai grandi produttori mondiali. Gli analisti guardano con interesse anche ad ASML, monopolista mondiale delle macchine litografiche avanzate senza le quali non sarebbe possibile realizzare i chip più sofisticati utilizzati per l'intelligenza artificiale. Per Bank of America resta una delle storie di crescita strutturale più solide del settore. Nel comparto tecnologico europeo vengono spesso citate anche SAP, che sta integrando l'intelligenza artificiale generativa nei software gestionali, e Capgemini, tra i principali consulenti mondiali per la trasformazione digitale delle imprese. Secondo UBS, un'altra area destinata a beneficiare dell'AI è quella delle infrastrutture elettriche. L'aumento della capacità di calcolo richiederà infatti enormi investimenti nella rete, favorendo gruppi come Schneider Electric, Siemens e l'italiana Prysmian, quest'ultima protagonista nella produzione di cavi per la trasmissione dell'energia. Per molti gestori, la differenza rispetto alle Magnifiche Sette americane è nelle valutazioni. Se i colossi statunitensi trattano su multipli molto elevati, molte società europee presentano ancora prezzi ritenuti interessanti rispetto alle prospettive di crescita. Secondo gli strategist di Bank of America, la seconda fase del boom dell'intelligenza artificiale potrebbe essere guidata non tanto dai produttori di chip, quanto dalle aziende che costruiscono l'infrastruttura fisica e industriale necessaria per far funzionare l'AI. È qui che l'Europa può giocare le sue carte migliori. L'idea che si sta facendo strada tra gli investitori è quindi chiara: la rivoluzione dell'intelligenza artificiale non riguarda soltanto Nvidia. Nel Vecchio Continente esiste un gruppo di aziende leader mondiali nei rispettivi settori che potrebbero diventare le nuove "Magnifiche" europee, beneficiando di un ciclo di investimenti destinato a durare molti anni.
Caccia alle future Big Tech targate europa, tra chip e infrastrutture elettriche
Tra i nomi più citati dagli analisti figura la francese Schneider Electric, considerata una delle principali beneficiarie dell'esplosione dei data center grazi…






