Questa mattina, in occasione della Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, attivisti e attiviste di Greenpeace Italia hanno lasciato sciogliere al sole tre statue di ghiaccio nei pressi del Colosseo per denunciare l’impatto del riscaldamento globale sui lavoratori e sulle lavoratrici. Le statue raffiguravano una bracciante, un operaio edile e un rider, fra le categorie più esposte alle ondate di calore, che mettono a rischio quasi un lavoratore su dieci. L’associazione ambientalista ha inoltre esposto il messaggio: «Le aziende fossili si arricchiscono, noi ci squagliamo», per evidenziare un paradosso della crisi climatica: mentre i maggiori responsabili dell’aumento delle temperature continuano a fare enormi profitti investendo su gas e petrolio, la vita delle persone viene messa in pericolo dagli eventi meteorologici estremi.
Oggi Greenpeace Italia ha pubblicato anche il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, redatto con le previsioni del progetto Worklimate e il contributo della Cgil, che denuncia l’impatto delle ondate di calore sui lavoratori italiani nell’arco degli ultimi cinque anni. La frequenza delle giornate caratterizzate da un rischio caldo alto è aumentata del 60% tra il 2021 e il 2025, arrivando al 38% di tutte le giornate estive analizzate. Negli ultimi cinque anni, inoltre, durante l’estate una media di 670 mila lavoratori al giorno (con picchi di 1,5 milioni) si è trovata potenzialmente esposta a rischio caldo alto: si tratta del 9% degli occupati (ossia quasi un lavoratore su dieci) nei soli territori provinciali e metropolitani dei capoluoghi di Regione oggetto dell’analisi.










