Il pugno di ferro in un guanto di velluto, le disse un giorno Nancy Pelosi. “Dovrei tatuarmelo sul braccio”, scherza Amanda Gorman, consapevole che non capiti a tutti di ricevere un consiglio dalla donna più potente tra i democratici americani. Poi la voce si fa seria: “Adesso è presto, ma anch’io vedo la politica nel mio futuro”. Il viaggio da Los Angeles a Washington, in fondo, questa giovane poetessa e attivista l’ha già fatto nel gennaio 2021. Era il 20, giorno dell’insediamento del Presidente Joe Biden, fuori dal Campidoglio c’erano una manciata di gradi e lei, che al tempo aveva solo 22 anni, avvolta in un cappotto giallo, lesse la sua The Hill We Climb, un messaggio di speranza che commosse il mondo intero. Quei versi divennero virali portando la poesia dove non era mai arrivata, incoraggiando molte ragazze a viverla, a sperimentarla. “Nasce il giorno e noi usciamo dall’ombra / In fiamme e senza paura / Sboccia, da noi liberata, la nuova aurora / Poiché c’è sempre luce / Se solo avremo il coraggio di vederla / Se solo avremo il coraggio di essere Luce”.
un manifesto con il suo viso. Alamy Stock Photo
Come si è avvicinata alla poesia?
“In modo inconsapevole, prima ancora di sapere cosa stessi facendo. Però ricordo bene la mattina in cui la mia insegnante – avrò avuto 8 anni – ci spiegò cosa fosse e ci fece fare un esercizio: scrivere quelle rime mi piacque tantissimo, ma non potevo sapere che i versi mi avrebbero guarita”.








