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Roma, 15 lug. (askanews) – L’Alzheimer non è solo una sfida sanitaria, ma una questione di dignità della persona, responsabilità collettiva ed equità sociale. È il messaggio emerso dall’incontro “Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva”, ospitato in Vaticano al Palazzo della Cancelleria.

Al centro del confronto il richiamo di Papa Leone XIV, secondo cui la salute non può essere un lusso per pochi, ma un diritto fondamentale che le società hanno il dovere di garantire, soprattutto alle persone più fragili. Gli esperti hanno sottolineato come le nuove terapie anti-beta amiloide aprano prospettive inedite nelle fasi iniziali della malattia, rendendo ancora più importante una diagnosi precoce. Un tema al centro del dibattito anche dopo la recente decisione della Commissione scientifica ed economica dell’AIFA di esprimersi contro la rimborsabilità di questi farmaci da parte del Servizio sanitario nazionale.

“Oggi sono disponibili nuovi farmaci per il trattamento della malattia di Alzheimer. Si tratta di terapie immunologiche basate sull’impiego di anticorpi diretti contro la proteina amiloide, ritenuta coinvolta nei meccanismi patogenetici della malattia. In Italia, questi farmaci sono stati finora utilizzati solo in un numero limitato di casi, nell’ambito di programmi di uso compassionevole. Al momento, tuttavia, l’agenzia regolatoria non si è ancora espressa sulla loro rimborsabilità” ha dichiarato Mario Zappia, Presidente Società Italiana di Neurologia (SIN).